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| 1.
I funghi porcini sono coltivati o si trovano nei boschi? |
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| 2.
Mi è capitato di trovare dei vermetti nei funghi, è perché
sono vecchi? |
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| 3.
Sono preoccupata quando leggo sui giornali che gente che va a funghi poi
muore per averli cucinati e consumati: e le bustine di funghi che acquistiamo
nei supermercati, possono contenere dei funghi velenosi? |
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| 4.
È vero che anche i funghi più scuri, di colore nocciola, sono
buoni, oppure bisogna preferire quelli chiari, bianchi? |
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| 5.
Le confezioni che acquisto solitamente, anche se li seleziono prima, mettendoli
a bagno ritrovo sul fondo o anche sulla superficie del fungo della terra,
come mai? Come posso fare? |
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| 6.
Ho acquistato qualche mese fa dei vostri funghi e ho consumato il quantitativo
che mi interessava solo ieri ho cucinato la parte restante e solo dopo mi
sono accorta che il prodotto ha una data di scadenza. Come mai essendo un
prodotto secco ha una data di scadenza? I funghi quindi non si conservano? |
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| 7.
Qualè la dose consigliata a persona di funghi secchi? Devo
considerare la stessa quantità di quando cucino i porcini freschi? |
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| domanda
n. 1 |
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I funghi che prendono il nome italiano di porcini appartengono
a quattro diverse specie del genere Boletus, e per precisione Boletus
edulis, B. aestivalis, B. aereus e B. pinophilus.
Essendo funghi che vivono come SIMBOINTI, cioè legati da un rapporto
di scambio di sostanze con le piante arboree, sono difficilmente coltivabili,
e comunque lunico metodo è quello di creare un ambiente boschivo
formato da alberi micorrizati con i porcini.
Comunque sia risulterebbe assai più costoso rispetto alla raccolta
dei porcini che crescono spontaneamente nei boschi: ecco perchè
anche ai giorni nostri i funghi porcini continuano a essere a tutti gli
effetti dei prodotti del sottobosco.
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| domanda
n. 2 |
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Non necessariamente. Infatti la presenza di vermetti (che
non sono altro che larve di insetti dellordine dei Ditteri) nei
funghi freschi è un fenomeno naturale e, siccome i funghi porcini
sono solo spontanei e raccolti nei boschi, del tutto incontrollabile da
parte delluomo. Perciò a volte succede che queste larve si
trovino in funghi maturi, mentre altre volte attaccano esemplari giovani
e freschissimi, soprattutto nel caso della specie più preggiata
di porcino, il Boletus aestivalis.
Normalmente con una buona essicazione queste larve se ne vanno dai funghi,
ma non si può escludere che qualcuna, magari perchè uccisa
durante il taglio dei funghi, possa rimanere allinterno di una fetta.
Quindi, oltre a confermare che la presenza di larve di ditteri nei funghi
spontanei freschi, secchi o conservati non significa affatto che i funghi
siano vecchi, occorre anche sottolineare che questa occasionale (o talvolta
regolare) presenza non costituisce un rischio di nessun genere per la
salute del consumatore.
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| domanda
n. 3 |
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La stragrande maggioranza dei casi di intossicazione da funghi è
dovuta a raccolte fatte direttamente nei boschi dal consumatore, e non
a funghi consumati al ristorante o acquistati sul mercato.
Ma comè possibile che, ai giorni nostri e con tutta linformazione
che cè, la gente si avveleni ancora con i funghi? Molto semplice,
gli avvelenati da funghi si possono suddividere in due principali
categorie:
1) in piccola parte sono gli sprovveduti totali, cioè
persone che non sanno che esistono funghi velenosi con i quali si può
morire;
2)
la maggioranza è rappresentata dai cosiddetti i presentuosi,
quelli che dicono la classica frase io i funghi li conosco.
Ma con i funghi la conoscenza empirica, anche fatta con anni di raccolta,
non basta: non cè quindi da stupirsi se si impara che qualche
esperto (che non è mai un micologo, ma è sempre
un raccoglitore che va a funghi da una vita) si avvelena.
I funghi che provengono dal mercato invece, rispetto a quelli raccolti
direttamente dal consumatore, sono molto più sicuri. Le specie
sono poche e facili da riconoscere, come i porcini, i raccoglitori sono
professionisti; infine, le aziende che producono e confezionano i funghi
sono per legge assistite da un micologo.
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| domanda
n. 4 |
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I porcini secchi di colore nocciola o marrone sono sicuramente buoni come
quelli bianchi, in certi casi anche di più, come per esempio quando
limbrunimento deriva da unessicazione artigianale fatta al
sole, che rende i funghi decisamente più profumati.
Ciò che occorre controllare è che i funghi non siano anneriti
o induriti, cosa che si nota quando vengono messi in acqua per farli rinvenire.
I pezzi anneriti e induriti, infatti, si reidratano con maggiore difficoltà
e alla fine risultano meno buoni degli altri.
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| domanda
n. 5 |
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Comè noto, i porcini sono funghi che crescono spontaneamente
nei boschi. Pertanto, anche se la raccolta viene fatta accuratamente,
con una prima pulizia direttamente nel bosco, è sempre possibile
che rimangano delle impurezze minerali, che proprio per questo
sono tollerate, nei funghi secchi, dalle normative vigenti.
In alcuni casi, se i porcini sono cresciuti in terreno sabbioso, è
ancora più normale trovare la presenza di residui sabbiosi, talvolta
compenetrati nella cuticola del cappello.
Come eliminare questi problemi? Semplice: quando si fanno reidratare i
funghi, usando acqua tiepida, si provvederà anche, dopo averli
lasciati in ammollo un paio dore, a lavarli delicatamente,
lasciandoli poi decantare, affinché le eventuali impurezze minerali
si depositino sul fondo.
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| domanda
n. 6 |
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Il limite di durabilità del prodotto funghi secchi è sancito
nel D.P.R. del 14 luglio 1995 n° 376, art. 5 comma 4, che recita:
La durabilità dei funghi secchi non può essere superiore
a 12 mesi dal confezionamento.
I confezionatori devono riportare su tutte le confezioni la data di scadenza,
consigliamo di leggere la data del prodotto in modo tale da verificare
da quanto tempo il prodotto si trova sugli scaffali del punto vendita
e di acquistare confezioni di dimensioni tali che permettano un consumo
del prodotto in poco tempo. Questo limite serve per fornire al consumatore
un prodotto che abbia delle caratteristiche organolettiche (sapore, odore,
colore) tipiche del fungo.
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| domanda
n. 7 |
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Il quantitativo consigliato a persona è di 5 g corrispondente a
circa 4 fette di fungo. Tale valore nasce da una indagine condotta su
100 persone che dovevano testare che la quantità consumata non
fosse tale da creare problemi di digestione senza togliere il piacere
di consumare un piatto a base di funghi.
Essendo lei una consumatrice di funghi, molto probabilmente la sua capacità
di digerire il prodotto è più alta; per utilizzare il suo
quantitativo solito deve tenere conto che 100 grammi di funghi freschi
corripondono circa a 15 grammi di secco.
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